Storia

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I primi abitanti di questa zona furono gli aborigeni della tribù dei mouheneer che conduceva vita seminomade. Gli aborigeni tasmaniani, tribù che provenivano dall’Asia attraverso l’Australia, si estinsero talmente in fretta che quasi nulla rimane della loro storia, cultura e lingua. Durante la Black War gli aborigeni, che combattevano per conservare le proprie terre, uccidevano a colpi di lancia i pastori e i loro greggi e venivano a loro volta cacciati e uccisi.

Nel 1828 il governatore Arthur proclamò la legge marziale e conferì ai soldati il diritto di arrestare o sparare a vista su qualsiasi aborigeno trovato nei dintorni di un insediamento europeo. Tra il 1820 e il 1840 gli aborigeni rimasti furono radunati e trasferiti in una riserva a Bruny Island. Quasi tutti morirono di disperazione, malnutrizione e malattie respiratorie e nel 1876 morì anche l'ultimo rappresentante purosangue di questa popolazione per volontà dei bianchi europei.

La “Terra di Van Diemen”, così fu chiamata questa terra nel 1642, quando fu scoperta dai navigatori olandesi, fu creduta a lungo parte del continente australiano, fino a quando gli inglesi non vi navigarono attorno nel 1798. Ma in tutto questo periodo non interessò agli europei, intenti a ben più remunerative esplorazioni in Australia e nel resto del Pacifico; solo nel 1801 una spedizione scientifica francese vi lasciò una base e subito gli inglesi corsero ai ripari dichiarandola colonia di sua maestà britannica. Gli unici che potevano insediarsi in quella terra selvaggia ed inesplorata erano i deportati e così un certo tenente Bowen sbarcò nella baia di Hobart nel 1804 con trentasei uomini, tredici donne e bambini e un cavallo dando inizio alla moderna storia della Tasmania. Arrivarono anche altri deportati, pirati, banditi e avventurieri che cominciarono la loro opera di “civilizzazione” sterminando le colonie di foche, poi fu la volta degli aborigeni (come abbiamo già accennato) considerati altri “animali” da sfruttare ed eventualmente eliminare.

Ecco quindi che la Tasmania si trasformò ben presto in una colonia penale destinata a galeotti recidivi che finivano nelle carceri di Sarah Island, Maria Island e Port Arthur. Contrari all'idea di dividere l'isola con dei criminali, i coloni osteggiarono le deportazioni, che furono interrotte nel 1856. La città di Hobart sorgeva sulla foce del Derwent, un anno dopo che era stato fondato il primo insediamento dell'isola nella vicina Risdon Cove. La posizione geografica della colonia fu la chiave del suo rapido sviluppo. Hobart Town (così venne chiamata fino al 1881) , attuale capitale, dell’isola ricevette lo status di vera e propria città nell’anno 1842. Nel 1856 si tennero le elezioni parlamentari e la zona assunse il nome di Tasmania (dall’olandese Abel Tasman che nel XVII secolo navigò a sud dell’isola). Grazie all'eccellente porto cittadino, i commercianti di Hobart fecero fortuna con la caccia alle balene, i cantieri navali e l'esportazione di prodotti come il frumento (noti sono i cereali per fare le ottime birre che si possono degustare qui) e la lana merino.

Conosciuta in tutto il mondo per le sue regioni selvagge incontaminate, dagli anni '60 fino alla fine degli anni '80 la Tasmania e Hobart in particolare hanno giocato un ruolo fondamentale nel movimento ambientalista con lunghe e significative proteste per la tutela di zone come il lago Pedder e i fiumi Franklin e Gordon. Nelle elezioni nazionali del 1989 il partito ambientalista dei Green Indipendents ha guadagnato il 18% dei voti mantenendo l'equilibrio delle forze in parlamento. Questo partito ha conservato la propria importanza fino al 1998 allorché i seggi statali sono stati ridistribuiti.
L'abrogazione, a lungo attesa, delle leggi repressive contro l'omosessualità è arrivata alla fine degli anni '90 e oggi Hobart è un luogo accogliente e ospitale per tutti.

Nell'ultimo decennio Hobart ha beneficiato del boom che ha coinvolto molte aree dell'Australia, anche se ora lo sviluppo procede con ritmi più lenti. La città continua, tuttavia, ad attrarre una consistente comunità progressista, costituita anche da molti ambientalisti che si battono per risolvere uno dei problemi più annosi, quello del taglio delle foreste.
Dal 1901, la Tasmania è uno stato federale facente parte del Commonwealth dell’Australia ed è la Costituzione Australiana che regola i rapporti con l’isola, stabilendo diritti e doveri reciproci.