Citazioni

Bookmark and Share

STORICHE

Il botanico e “Padre dell’evoluzione”, Charles Darwin arrivò ad Hobart Town nel 1836 a bordo del The Beagle. Lui preferì di gran lunga Hobart alla città di Sidney:
'Se fossi costretto ad emigrare sceglierei sicuramente questo posto…i giardini, pieni di vegetazione lussureggiante e fini campi di grano, ricordano piacevolmente l’Inghilterra…”.

Lo scrittore inglese Anthony Trollope scrisse dei suoi viaggi nelle colonie australiane:
“È risaputo persino nelle colonie rivali che delle colonie (australiane), la Tasmania è la più bella...si può dire che nella piccola isola, dovunque tu vada, il paesaggio che l’occhio incontra è sempre piacevole … e il clima della Tasmania è molto più gradevole di quello di qualsiasi altra parte del continente... Ogni cosa in Tasmania è più inglese dell’Inghilterra stessa.” (Australia and New Zealand, di Anthony Trollope, 1873)

Nel gennaio 1802, un esploratore francese, Nicolas Baudin, e le sue due piccolo navi, Naturaliste e Geographe, e il suo staff di artisti, zoologi, geografi “scoprirono” e cercarono di apprendere qualcosa sulla natura e sulla popolazione della “terra di van Diemen”:
“È straordinario” scrisse Baudin, osservando le rive di quello che noi oggi chiamiamo Derwent, “vedere che queste fitte foreste, antiche figlie della natura e del tempo, dove il rumore della scure non si sente mai e dove la vegetazione è resa ogni giorno più ricca dai suoi stessi prodotti, possa estendersi in maniera illimitata ovunque …”.

Il viaggiatore francese, marchese de Beauvoir, arrivò in Tasmania nel 1870 e scrisse delle sue esplorazioni:
“Prendemmo la strada per andare ad Hobart, la capitale; e ci credereste che in questo Paese, il più vicino al Polo Sud dopo la Patagonia e Tawai-Pounammon, corre quotidianamente una carrozza inglese con quattro cavalli? … Vittoria è come un immenso prato inglese; la Tasmania è più piccola della Svizzera…”

Mark Twain, scrittore americano, arrivò ad Hobart nel 1895:
“Improvvisamente il Monte Wellington, imponente e nobile come il suo fratello Etna, letteralmente si stagliò alla nostra vista e poi arrivammo ad Hobart., che è una città attraente. Essa si erge su basse colline che declinano verso il porto – un porto che assomiglia a un fiume…”.

RECENTI
AA Gill, The Sunday Times, ‘The End of the World’ (8 Aprile 2007):
“Ci sono luoghi che assomigliano alla vecchia Inghilterra e ci sono luoghi che assomigliano come nessun altro alla Terra. La Tasmania ha una foresta pluviale che possiede un’autentica, indescrivibile bellezza. La fresca e temperata foresta pluviale è una grandiosa cattedrale eretta per le divinità della Natura...una gigantesca silenziosa biblioteca del verde...” Le cose vivono qui, molte cose, ma nessuna di loro dice niente”.

Amy Spindler, New York Times magazine (2001):
“La Tasmania è circondata fisicamente da tempestose acque oceaniche e psicologicamente da una storia tumultuosa… È un’ isola grande quanto la Virginia dell’Ovest, con meno di mezzo milione di abitanti, e tu puoi fare escursioni per giorni interi senza vedere un’anima…”

Nicholas Shakespeare, Daily Telegraph (UK) ‘Napoleon was nearly here’ (28 Settembre 2002):
“Sull’orizzonte sud di Swansea, si trova Maria Island. Uno dei primi coloni la definì “uno dei più dolci luoghi della terra di Van Diemen”, ed ancora è così.. Eerie, bella, serena, è bagnata nella luce del mattino…”
Andrew Motion, scrittore per la rivista Harpers & Queen:
‘”…(la Tasmania è) un posto di forti contrasti, di tormentati ricordi che conserva profondamente nella sua graziosa presenza…la gente (che) l’ ha deliberatamente scelta (la Tasmania) come luogo della bella vita…”.

David Davies, the Guardian ‘Natural Selections’ (24 Novembre 2001):
“Aah, il sapore dei pomodori in Tasmania. Il gusto dei pomodori della Tasmania è come è sempre stato e sarà...ma basta con i pomodori. Essi sono citati solo per enfatizzare (il fatto) che la Tasmania è assolutamente piena di cose buone: il cibo è fantastico, il vino meraviglioso, gli scenari superbi…È ovvio dire che nessuna zona dell’Australia ha più bellezza scenica, più piacere campestre racchiusi in sé, che il posto che chiamano Stato Naturale”.

Drusilla Modjeska, autrice australiana che scrive sulle due riviste Sunday Age e Sydney Morning Herald (2001):
“ Qui sulla penisola di Freycinet, ogni giorno qualcosa si muoveva e ci sbalordiva; la struttura cristallina del granito, il volo delle aquile sul mare…”

John Humphreys, presentatore radio del Regno Unito ed editorialista de The Sunday Times (Gennaio 1999):
“Se c’è un posto più magico e meraviglioso sulla terra, io non lo ho ancora visto…Respirai l’aria più pura e nuotai nelle più limpide acque con delfini che giocavano accanto. Se il paradiso esiste sulla terra, è nelle zone selvagge dell’angolo a sud ovest della Tasmania”.

Matthew Brace, the Guardian (24 Novembre 2001):
“Non credere alle guide che dicono che la Tasmania è più inglese dell’Inghilterra. Giganteschi alberi di eucalipti troneggiano su ruscelli…I serpenti si aggirano furtivamente nell’erba e le foreste sono piene di vita selvaggia. All’alba, la temperata foresta pluviale della Tasmania è già pronta con il suo profumo di limoni, menta e mirtillo… Tutto ciò è lontano dall’Inghilterra. È lontano da qualsiasi luogo.."

Mike Nolan, ‘At the Edge of the World’ (Novembre 2004):
“Nonostante (vi siano) tracce della storia della Tasmania, sia umana che naturale, sembra come se l’intera isola fosse emersa solo ieri dal mare Tasmano. Gran parte del territorio è ancora incontaminato, e la gente non ha ancora deciso cosa farne o, ha scelto di lasciarlo inalterato”.

P.F. Kluge - National Geographic Traveler (Ottobre 2004):
“La Tasmania ha le stesse dimensioni della Virginia ovest, e qui il paragone finisce. La Virginia dell’ovest è circondata; è nel mezzo dell’America. La Tasmania è a 1,537 miglia dall’Antartico e ancora, sembra come se vari pezzi del globo siano stati assemblati in unico luogo e tu puoi ammirare il mondo in un giro in macchina di un giorno. Al nord ovest di Hobart lungo il fiume Derwent, io mi ritrovo nel paese del vino che potrebbe essere la Toscana, poi nella terra della birra che potrebbe essere la Bavaria. E questo è solo l’inizio”.

Teresa Machan, scrittore per UK Travel Weekly (Giugno 2002):
‘La Tasmania è spesso paragonata per il clima alla Gran Bretagna, ma contrariamente alla credenza popolare, ci sono molti più giorni di sole in Tasmania che a Sidney, ed Hobart è la seconda città più secca dell’Australia …Il più piccolo stato al sud dell’Australia racchiude in sé una vasta gamma di caratteristiche naturali in un’area che ha le stesse dimensioni dell’Irlanda. Possiede foreste di eucalipiti e ampie zone di fresche foreste temperate e di brughiere. Un terzo del territorio è sotto la protezione dei parchi naturali con significative zone considerate patrimonio mondiale…ma la chiave delle zone selvagge della Tasmania è l’accessibilità”.

Tony Perrottet, The Sunday Times:
‘”Io potrei assaporare la solitudine nell’aria. Il vento tasmaniano…è il più puro sul pianeta. Laghi alpini sbrilluccicano come perle scure nel sole, le loro acque (sembrano) un quadro di Rembrandt…”

Victoria Mather, rivista Tatler (Aprile 2002):
“Dio esiste. Creò la Tasmania. È una terra di crema e miele…e una passeggiata attraverso le Mura di Gerusalemme conduce a un posto chiamato Paradiso”.

Mark Webber, pilota di Formula Uno (Marzo 2006):
‘È un pianeta sorprendente. Io amo Tassie per la sua assoluta ruvidezza, il suo senso di lontananza e la sensazione che tu puoi davvero fuggire dalla vita quotidiana” dice Webber. “Il suo essere selvaggio ti rende molto umile e insignificante”.

Jeryl Brunner, ‘Exploring Tasmania’ US Passport magazine (Novembre 2005):
“Io mi innamorai della Tasmania dai 10000 piedi. Guardando (dal finestrino dell’aereo) di Quantas vidi subito lussureggianti e verdi lati di colline che scivolavano nelle azzurre acque, ruvide coste…persino quando atterrammo nella capitale, Hobart, io stavo ancora volando…”

Lee Atkinson, ‘Touring Tassie’. OUTthere (Settembre 2005):
“Un minuto stai guidando attraverso campagne e recinti, attraverso caratteristiche città storiche…e improvvisamente ti trovi nella fitta foresta pluviale. In poche ore ti ritrovi nelle zone selvagge più autentiche…e al tramonto sei sulla spiaggia a guardare il sole…la Tasmania è una piccola isola incredibilmente varia…”